Musica Just Killing Time

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Ho cercato invano una traduzione della bellissima “Just Killing Time” dei Black Label Society.
Non trovandola ho fatto da me, e mi pare gusto condividere il risultato.
Questa canzone è un brano semplicemente meraviglioso che riascolterei decine di volte al giorno. Triste e sincero.
Un vero capolavoro.

Non sono una perfetta anglofona ed ho tradotto secondo il mio personale gusto poetico ed interpretativo.
Nel caso riscontrate errori di quasivoglia natura fatemelo presente.

SOLO UCCIDENDO IL TEMPO

Siedo riflettendo
Sento che la fine è iniziata
Sembra che i miei giorni ora si riflettano nel sole calante
Sono così tanti i posti dove sono stato
Questo viaggio così lungo sembra così corto visto tra ora e poi.*

per tutto ciò che è stato
e tutto ciò che è
e tutto ciò che ha da essere
Dio, sto solo uccidendo il tempo
Ed il tempo sta uccidendo me.

Un morto che respira, occupa solo spazio
incallito ed esposto alle intemperie come rughe su un viso
l’uomo morto respira, la mia coscienza è spoglia.
la fodera della mia anima è strappata, ma non mi importa.

per tutto ciò che è stato
e tutto ciò che è
e tutto ciò che ha da essere
Dio, sto solo uccidendo il tempo
Ed il tempo sta uccidendo me.

JUST KILLING TIME

I sit reflecting
I feel the end has begun
It seems my days now mirror the setting sun
So many places that I have been
This ride that was long seems so short in terms of now and then

For All that has been
And All that is
All that’s to be
Lord, I’m just killing time
And time’s killing me

Dead man breathing, just taking up space
Calloused and weathered like the lines on one’s face
Dead man breathing, my conscience is bare
The lining of my soul is torn yet I no longer care

For All that has been
And All that is
All that’s to be
Lord, I’m just killing time
And time’s killing me

For All that has been
And All that is
All that’s to be
Lord, I’m just killing time
And time’s killing me

*io la interpreto come un “tutto sommato”, non ho comunaue idea di che cosa realmente significhi l’espressione usata.

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Uncategorized Un desiderio grande.

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Ho un desiderio, forse realizzabile, forse no.
Cambierò lavoro. Ne troverò uno dove non ci siano computer merdosi, telefoni, centralini e titolari ignoranti.
Sarà un lavoro part time da 5 o 6 ore al giorno, in un’officina o qualcosa di simile.
Sarà un lavoro stupendo perchè non avrò altro da fare che il mio lavoro, che sia esso trapanare o cucire, e lo potrò fare ascoltando musica dal mio ipod.
Fosse anche estrarre bachi da seta dall’acqua bollente mi piacerebbe se potessi tenere l’ipod.
Sarà vicino a casa tanto da poterci andare in bicicletta in meno di mezz’ora.
E ovviamente sarà retribuito il giusto, 600€ al mese direi.

Con questo lavoro mi potrò pagare l’affitto di un buco. Per i miei calcoli azzarderei una stanza sola, meglio se in uno scantinato o in una mansarda, purchè dotata di cesso e acusticamente semiisolata.
Delle finestre poco mi importa, e preferirei non avesse il gas(il gas mi ha sempre fatto paura).

Mi alzerò la mattina, credo verso le sei, e accenderò lo scaldino elettrico sotto alla caffettiera(preparata la sera prima). Accenderò la tostiera e ci metterò dentro due belle fette di pane industriale gommoso farcite di prosciutto cotto, galbanino tarocco e olive verdi.
Andrò in bagno per la toeletta mattutina. Se sarà estate metterò la testa sotto l’acqua fresca, se sarà inverno invece metterò le mani sotto l’acqua calda.
Tolto il pigiama metterò i vestiti (se inverno lasciati preventivamente sullo scaldotto) e tornerò nella stanza. Il caffè sarà pronto e il toast pure.
Aggiungerò la Maionese, verserò il caffè, mi servirò un bicchiere di succo d’arancia rossa o ACE e accenderò lo stereo con un bel cd.
In genere i Guns sono ottimi per iniziare bene le giornate, ma credo che varierò genere musicale e autore a seconda del clima.
Mi mangerò la mia bella colazione seduta sull’angolo del letto (ed essendo la stanza piccola dall’angolo del letto potrò appoggiare tazza e bicchiere sul lavabo senza alzarmi).
Mi alzerò e farò il letto, ovviamente senza stare a guardare le pieghettine del cazzo a cui mia madre tiene tanto.
A questo punto dovrebbero essere le sei e venti.
Sigaretta comoda magari sfogliando qualche rivista interessante (Focus, Metal Maniac, Paperino, …)
Spegnerò lo stereo e prenderò la chitarra in mano per almeno una mezz’oretta.
Saranno allora le sette.
Scarpe e giacca me ne andrò al lavoro in bicicletta.
Mi farò la mia bella mattinata di lavoro, ipod nelle orecchie, una o due pause a seconda dell’orario.
Poi rimonterò in sella e tornerò al mio buchetto accogliente.
Per pranzo sceglierò tra i miei classici preferiti: pasticcio di piselli in scatola, fagioli in scatola, cipolle, pancetta e panna, maccheroni al pomodoro (il pomodoro in questione sarà polpa uscita dalla scatoletta direttamente sul piatto), Seitan per le occasioni o Toast identico a quello della colazione.
Da bere vedrò a seconda dei giorni. A volte l’acqua del rubinetto, a volte una bella moretti, a volte una coca di sottomarca.
Se avrò usato un piatto lo passerò sotto l’acqua e poi un po’ di relax, cesso, sigaretta, computer,… il tutto con lo stereo di sottofondo.
Verso le due e mezza prenderò la chitarra in mano e mi metterò a suonare e cantare a squarciagola.
Un’ora così, un’ora di studio un po’ più serio, una mezz’oretta di cazzeggio alla chitarra o al piano e poi ancora un po’ di sano studio.
Un the caldo, di quelli buoni, per spezzare il pomeriggio. Liscio o al massimo con i biscotti al burro danesi (quelli che sanno di burro da nauseare…)
Come mio solito alle sei e mezza mi accorgerò di avere ancora un migliaio di cose da fare, allora a seconda dei giorni mi fionderò al penny market a far la spesa oppure mi darò una lavata, oppure darò una pulita a casa o andrò a sbrigare un paio di commissioni.
E troverò anche il tempo per andare dai nonni a farli un po’ felici…
Alle sette e mezza sarò di nuovo a casa, ancora un po’ di computer a cazzeggio, stereo, musica e poi cena.
A scelta tra minestra knorr zucca e carote, minestrone preparato con aggiunta di pancetta, croste di formaggi, cipolle e panna acida o il solito panino.
Dopo cena svacco per terra con un cuscino soffice ed un buon libro. fino alle nove e mezza.
Poi di nuovo fuori, in settimana a sdoppiarmi tra prove e riunioni e il venerdì verso chissà quale concerto.
Poi arriverò a casa soddisfatta della bella serata, magari alticcia, mi toglierò i vestiti e butterò quelli sporchi in ammollo nel lavandino.
Se è presto (mezzanotte) mi regalo ancora un po’ di cazzeggio vario.
Se è tardi preparo ancora la caffettiera e mi butto a letto.

Il sabato dormirò fino alle undici e mezza/ mezzogiorno. A mezzogiorno e mezzo andrò dai miei a scroccare pranzo e a sentire le solite ramanzine. Verso le tre tornerò a casa a suonicchiare un po’ a seconda della voglia e dell’umore.
Poi mi preparerò per uscire e via, di nuovo fuori.
Domenica tutto il giorno in pigiama, magari nel letto… tanto avrò la stanza piccola quanto basta per allungare un braccio per arrivare a tutto ciò che mi serve.
E di cose davvero utili ce ne sono ben poche.

Con questa vita pian piano mi abituerò a non esagerare nelle spese e limiterò gli acquisti inutili perchè tanto non avrò lo spazio per ospitare oggetti superflui. Potrò mettere da parte un po’ di soldi per comprare le cose che desidero davvero: un’asta nuova, un amplificatore serio (con calma, tra qualche anno quando saprò usarlo bene lo comprerò bello per davvero. fino ad allora mi accontenterò di quello che ho),…

Questo è quanto desidero di più, è quanto davvero ora vorrei per essere serena.
Libera dalla scuola, libera dal lavoro che non mi piace, libera dalla catasta di opprimenti ricordi che si ammucchiano nella mia stanza.
Libera dalle aspettative degli altri.

Poi non so, dopo, che cosa avverrà.
Magari Con la serenità troverò delle risposte nuove, magari finirò per sposarmi e mollare tutto per sfornare mocciosi, magari morirò per un qualche tumore dovuto al pane industriale molliccioso, magari imparerò a suonare sul serio e diventerò una rockstar, magari mi pentirò di tutto e proseguirò nell’inettitudine per sempre…
Ma quello che verrà al momento non mi interessa.
Ora ho solo questo desiderio grande.

Cultura e Società, Monologhi Profondi Giochi mentali vagamente malati.

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Questa dimostrazione ha un filo logico che può essere colto solo concordando alcuni presupposti teorici prima dell’inizio del discorso in sè.
Dato che non possiamo avere troppe incognite in un discorso di questa ampiezza prendiamo per buono questi valori anche se non ne siamo convinti.
Ciò significa che chi non ha queste convinzioni come proprie, per comprendere, dovrà quantomeno avere l’elasticità mentale di calarsi nella parte durante la lettura.
Dio non esiste= in questa dimostrazione non ammettiamo l’incognita Dio. Data l’assenza di una sua universale dimostrazione tangibile di esistenza leggeremo quanto di seguito credendo fermamente nella non esistenza di Dio inteso come Qualunque entità sovrannaturale-paranormale-mistica o spiritica di governo delle esistenze.
L’extrasensoriale non esiste= per lo stesso discorso riguardante Dio non possiamo ammettere l’esistenza di nessuna entità extrasensoriale di governo o di interazione. Ciò significa che non ammetteremo il concetto di Destino, spiriti, vita dopo la morte, etc etc etc.
Con ciò comprendiamo ovviamente ogni eventuale idea scaramantica come fortuna o sfortuna e ogni concetto astratto come predestinazione, via segnata, etc.
In poche parole, da quento avrete capito, questa lettura va affrontata da completo materialista razionale.
Nulla al di fuori del tangibile verrà ammesso da questa tesi e per poterla comprendere e criticare è necessaria un’accettazione dei punti di cui sopra.
Coloro che ribatteranno attaccando quelli che io ho richiesto come presupposti comuni dimostreranno la grettitudine della loro ignoranza e la loro totale incapacità di comprensione.
Analizziamo ora la vita.
Dati i nostri presupposti possiamo affermare con certezza che la vita sorge da un semplice atto meccanico dal cui esito scaturisce un grumo di cellule che nella sua evoluzione trova il nome di uomo.
E la vita tramonta semplicemente con la fine delle funzioni vitali dell’uomo la cui carcassa inerme in decomposizione si consuma fino a sparire in un insieme di molecole sparse.
Per vita genericamente intendiamo tutto ciò che intercorre tra queste due tappe fondamentali.
Nella vita non abbiamo altre certezze oltre alla certezza di essere nati (se siamo vivi siamo necessariamente nati) e quella di dover un giorno morire (almeno finchè non si troverà un rimedio scientifico a questo piccolo intoppo).
Tutto il resto è una costruzione artificiosa delle nostre menti.
Analizziamo dunque le vie di scelta per affrontare la vita
Non mi si abbia a male per questa domanda, ma data la certezza che tutto finirà, che senso date alle cose che fate ogni giorno?
Qualunque cosa voi facciate non ha una vera utilità: tanto, comunque vada, morirete lo stesso e alla stessa maniera moriranno tutti coloro che vi circondano, amici, parenti, progenie…
La risposta che molti danno alla suddetta domanda genericamente tocca le corde di quelle che sono le aspettative.
Uno vive goni giorno, si impegna, si sacrifica per raggiungere qualcosa di meglio.
Ora, ponendo che questo “meglio” è molto relativo, che la sua misura è data da un’influenza sociale e non autonoma e che il suo raggiungimento non è certo, ditemi, che cosa ve ne fareste di questo “meglio” sapendo che come tutte le cose di questo mondo terreno devono finire?
Ora dunque chi desidera una famiglia dica se vale la pena fare una famiglia formata da persone che comunque moriranno.
Chi desidera la gloria dica se ha senso struggersi per vedere il proprio nome ripetuto da bocche mortali.
Le aspettative nella maggior parte dei casi vengono costruite dall’uomo non per se stesso ma per i propri simili. Le aspettative di chiunque si basano fondamentalmente sul posto che costui desidera ricoprire nella società.
Dato che la società, come l’uomo e tutte le cose umane, è mortale, l’uomo dotato di un tempo finito da spendere in terra gioca tutte le sue carte per ottenere un posto temporaneo in una struttura destinata a finire.
Con un po’ di elasticità mentale ci accorgiamo ben da soli che tutti i nostri impegni sono volti a cose che per la loro essenza volgeranno al nulla (a meno che non siate i ricercatori che troveranno la fiala dell’immortalità…)
Chi sceglie una vita di aspettative sceglie dunque di inseguire il nulla.
Rimane l’edonismo in ballo, una soluzione pratica al dilemma di vivere: la scelta di vivere per godere dell’attimo ed in ogni attimo.
Ma per rigore tecnico chiediamoci se davvero l’edonismo assoluto è praticabile, e per rigore logico rispondiamoci NO.
Nella società civile alla quale ci sottomettiamo è impossibile pretendere il piacere assoluto senza avere un fondamento economico che ce lo permetta, e data l’impossibilità di trarre un fondamento economico senza fatiche ci è difficile immaginare l’assoluto piacere.
(certo, esistono le eccezioni. Una prostituta ninfomane di buon livello probabilmente è vicina all’edonismo assoluto di cui sopra, ma per ora è preferibile continuare su una generalizzazione media del discorso)
Il ricorrere a delle fatiche trasforma l’edonismo in un bieco obbiettivo a breve termine che ci rimanda direttamente a quanto detto sopra delle aspettative: il nulla.
In poche parole, qualunque sia la cosa per la quale pensiamo di vivere, questa cosa rimanda al nulla.
ATTENZIONE…non cadete nel tranello del sentimentalismo.
Chi pensa di vivere per amore di qualcuno (sia questo qualcuno un figlio, un amante o un se stesso a caso) deve tenere conto che costui è mortale e rimanda dunque al nulla. E chi vive nell’ideale sappia che l’idea stessa mortale o immortale che sia rimanderà sempre e comunque al nulla in quanto non cosa tangibile.
Ecco, bene, siamo giunti al punto dove volevo contortamente arrivare: qualunque tipo di vita noi seguiamo ebbene, stiamo seguendo il nulla.
Questa sarà la nostra conclusione numero uno.
Ora siamo alla seconda parte del trattato: l’uomo libero
L’uomo è libero? Voi siete davvero liberi?
L’uomo cresce rinchiuso nella griglia sociale e il massimo di libertà che può raggiungere è muoversi autonomamente all’interno di essa. L’uomo pertanto non è libero.
Soprattutto nel pensiero.
La società pensa per lui, la società gli impone una linea di pensiero entro la quale muoversi dando dei dettami di giusto e sbagliato universali e offrendogli un ventaglio formativo entro il quale combinare le proprie idee.
L’uomo sceglie davvero per se stesso?
Ditemi, voi avete voluto essere al mondo?
Voi volete alzarvi ogni mattina?
Voi volete lavorare?
Voi davvero volete ottenere quel qualcosa che fa parte della categoria delle aspettative umane, pur sapendo che qualunque cosa voi facciate volgerà al nulla?
Oppure voi sottostate alla logica inculcatavi dalla società per la quale la vita deve avere un aspetto finalistico per non portarvi alla follia?
Siate onesti con voi stessi, alla luce di un’eventuale certezza di inutilità del tutto, fareste ancora ciò che fate per il motivo per cui lo fate?
L’uomo vivo non è libero. La vita è di per se stessa una negazione della libertà.
Ma l’uomo ha la possibilità di operare una scelta libera, una soltanto: accettare di essere rinchiuso nella società oppure uscirne a testa alta finendo di avere rapporti con la società.
E rigurado a questo ultimo punto specificherei che le soluzioni praticabili sono l’isolamento totale ed il suicidio.
L’isolamento totale è una situazione paradossalmente di prigionia alternativa, l’uomo scglie di fatti di essere chiuso fuori dalla gabbia.
Il suicidio è invece scegliere di non tollerare il concetto di gabbia abbandonandosi al nulla.
E come ultimo argomento ho una piccola domanda.
Ora che sapete di dover andare da A a B per forza.
Ora che sapete che passare da tutti gli altri infiniti punti del piano non vi servirà ad arrivare a B meglio ma solo ad arrivarci dopo.
Ora che sapete che B non varierà in nessun caso a seconda del percorso svolto per raggiungerlo.
Perchè non scegliete la via più breve e semplice per arrivare a B?
Perchè non scegliete la semplice libertà immediata della morte oggi anzichè aspettare che sia lei ad arrivare domani?
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Cultura e Società La fortuna

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Non lasciatemi da sola per più di due minuti in un praticello.
Questi sono i risultati di 5 minuti di attesa sul verdeggiare triste di un’aiuola.

50000 a 1.
E’ il rapporto che intercorre tra trifogli e quadrifogli.
Cinquantamila trifogli ogni quadrifoglio su questa crosta terrestre.
Tale proporzione può variare a seconda della concimazione del terreno e può drasticamente alterarsi in caso di radiazioni.

Il quadrifoglio è uno dei più riconosciuti simboli di fortuna. Trovarne uno per molte credenze popolari porta bene.
Ed anche nell’arte sacra lo si trova come motivo ripetuto sotto varie forme.

E’ curioso. Il simbolo della fortuna per eccellenza nella nostra società è una piccola pianta insignificante malata di una specie di tumore.
Viviamo nell’era dei tumori. La nuova epidemia moderna.
Peggiore della Peste e dell’AIDS, il cancro è la malattia tangibile che meglio esprime il nostro secolo.
Accompagnata dall’astratta depressione.

Perchè il nostro è fondamentalmente un secolo malato di tumore.
Un tumore, nell’immaginario comune, cos’è?
E’ un pezzo di troppo che cresce all’interno del nostro corpo e ci divora pian piano.

Come descrivere meglio quest’epoca?
Una società che costruisce più del necessario e finisce mangiata dal lusso eccessivo che ha prodotto.

E la fortuna che cos’è? Agli occhi dei più la fortuna si esprime col danaro, la proprietà di beni materiali e la possibilità di acquistare ogni cosa in vendita sul pianeta.
Ed ecco che il quadrifoglio trova il suo senso nella nostra società.
Una società ammalata di cose che trova la sua rovina nella fortuna sfrenata del lusso.

Un tumore fatto di lcd e iPhone, un tumore fatto di crociere e beauty farm.

Uncategorized Grazie Fratelloni Bones.

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In questi due giorni si sono tenute le riprese del video dei fratelloni Bad Bones per la canzone Bad Bone Boogie.
Mi sembra doveroso scrivere qualche riga di ringraziamento ai fratelloni Bones per tutto quanto.

Da venerdì sera a stanotte siamo stati tutti un po’ protagonisti di questa avventura meravigliosa. Abbiamo fatto festa come sempre tra ottimi amici vecchi e nuovi, abbiamo bevuto ed abbiamo anche barbonescamente mangiato.
Che dire, fin qui un sabato qualunque!

Ma stavolta c’era un qualcosa in più. Venerdì le riprese vestiti “normali”… bhe, normali… insomma… neri borchiati con anfibi come nostro solito…
E sabato… sabato wow…
Raduno delle forze, trucco a base di lattice effetto “purulento”, squarciamento dei vestiti, giro in pizzeria per vedere quanto male ci avrebbero guardate, insanguinamento a base di tamarindo e amarena…
Frattaglie e ossa ovunque…

Ma soprattutto tutti insieme tra amici e per gli amici, sì, quei tre pazzerelli che stavano sul palco e che prima di tutto sono dei grandi amici.

Quindi ora i ringraziamenti veri e propri.

Grazie Mick per avermi convinta a vestirmi carina
Grazie Isa per avermi liberata dal corsetto e soprattutto per avermi tagliato i pantaloni in modo da far scoprire al mondo il mio pessimo gusto in campo di mutande
Grazie Paro per avermi appoggiata nella malsana idea di portare la chitarra
Grazie Alle truccatrici per avermi resa una zombie fighissima
Grazie allo staff della regia per il lavoro ottimo che ha svolto
Grazie ad Andrés per avermi fatto da termosifone umano
Grazie a Steve perchè trasmette una passione capace di infondere forza a chiunque
Grazie a Meku per avermi liberato pazientemente la faccia dal lattice curandosi di non farmi male e salvandomi le sopracciglia
Grazie a tutti quelli che non ho citato per motivi di brevità e di memoria

Grazie ai Bad Bones per tutto, dalle frattaglie all’amarena.
Buona fortuna Fratelloni.

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Uncategorized Piccolo delirio serale in Fa# minore

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Prima di tutto Vi spiegherei il perchè del Fa#minore.
Vi fu un tempo, almeno 5 anni fa, in cui la mia classe del liceo era molto unita. Da bravi allievi di un bravo liceo artistico eravamo tutti artisti un po’ matti e tra noi pullulavano già allora i musicisti.
Fu così che nacquero canzoni, odi e sonetti d’ogni sorta.
Dalla nostra fuorivante follia nacque poi un libro, mai pubblicato (che pregherei Marta di inviarmi offrendole in cambio oltre al Cennino anche il pdf dell malleus maleficarum) che intitolammo “il lato porno del cielo”. Ed in codesto volume prendevano forma i racconti in tonalità dell’altresì noto Marco C.
Ed è in omaggio a tali racconti deliranti che questo delirio serale sarà in tonalità.
Il Fa è una scelta semplice: è il barrè che mi viene meglio. Diesis perchè fa fine e non impegna. Minore perchè si sa, i pezzi in minore hanno quella nota melanconica che piace a tutti.
Probabilmente quella terza scivolata di un semitono più in giù muove nell’anima moti emotivi immotivati che motivano emozioni.
Io però sono cresciuta a pane e blues, e da brava Blusa (e non crediate che io sia una giacchetta piemontese) ci ficcherei di mezzo una settima.
Sì, la signora settima, quella notina che al pianoforte è bastarda perchè la devi pescare col mignolo nel giro base. E che in chitarra fa fine e non impegna.
La piazzi ovunque, la semini che è una meraviglia, perchè una settima, ricordatevelo, ci sta sempre.
Quindi giunti qui rinomineremo il brano

Piccolo delirio serale in Fa# minore settima

Ebbene , espletato il perchè dell’accordatura del nostro pezzo sarete qui a chiedervi “ma che cazzo ci fa Lara con una copia in pdf del malleus maleficarum?” (e se vi state ponendo la domanda “ma a Marta che gliene frega del malleus maleficarum?” evidentemente non conoscete Marta).
La risposta è semplice. Come avrete capito perfettamente dal paragrafo precedente io sono l’esatto contrario della sanità mentale. Essendo anche una scettica anticlericale ho sempre provato un certo gusto nel leggiucchiare tutto ciò che potesse aiutarmi nel contrastare le idee dei Chiesettari. Quindi prima di tutto Bibbia, Libro di Mormon, Malleus Maleficarum e Libro delle preghiere.
E vi garantisco che in questi testi sacrissimissimissimi troverete materiale sufficiente a far votare il Papa a Satana (ops, scusate, devo rettificare, il Papa attuale è già votato segretamente a Satana. Bhe, diciamo un santo, un credente, un fedele, un pirla qualunque che ha forti credenze mistico-religiose -aka un superstizioso).
Tranquilli, non ho letto la bibbia per intero. Mi sono limitata ai capitoli interessanti (l’apocalisse tra l’altro è fighissimo) e all’aprire a caso una pagina ogni tanto quando avevo tempo da perdere.
Il Malleus l’ho letto in latino fino alla terza riga. Poi ho scaricato la traduzione in inglese e poi, quando ne avevo basta delle cazzate che c’erano scritte, l’ho chiuso in una cartella di roba “da non buttare perchè non si sa mai”.
E comunque Marta potrebbe essere interessata al malleus, lei è fondamentalmente come me: interessata a tutte le cose più assurde che si possano trovare…
Giunti qui possiamo anche aggiungere una parte al nostro titolo.

Piccolo delirio serale in Fa# minore maleficarum settima

E non chiedetevi perchè ho messo il maleficarum prima della settima. E’ ovvio. Metterlo alla fine suonava da cani.
Probabilmente vi aspettavate una motivazione valida per questa scelta di posizione. In genere le persone si aspettano una motivazione valida per la maggior parte delle azioni delle altre persone.
Ad esempio, tutti si aspettano che una band scelga il proprio nome con una buona motivazione. Oppure il nome di un figlio, il nome di un cane, il modello di una macchina…
Invece non è così.
Non c’è un motivo per ogni cosa e soprattutto noi come esseri umani non abbiamo bisogno di conoscere le motivazioni che spingono i nostri simili ad agire in determinate maniere.
Questa curiosità malsana è inutile. Lo stesso slancio investigativo dovrebbe essere impiegato nelle scienze, nella ricerca, nelle indagini poliziesche…
Invece noi umani sprechiamo tante fatiche a farci i cazzi altrui e a tritare le palle a chi ci circonda chiedendo “ma perchè ha detto-fatto-pensato-…”.
Allora è ovvio che aggiungeremo al titolo un’altra parte di storia.:

Piccolo immotivato delirio serale in Fa# minore maleficarum settima

Bene. Vi ho spiegato abbastanza e mi sono dilungata in ciance inutili.La sostanza delle mie parole è semplice e lineare, e se avete letto con cura avrete anche intuito la sua natura.
In realtà non avevo un accidente da fare, non avevo sonno e le sigarette sulla scrivania erano una tentazione irresistibile. Non posso ascoltare musica perchè ovvimente mia madre mi spezzerebbe le ginocchine se accendessi iTunes adesso, e non avendo un cane a cui sparare stronzate via chat mi sono messa qui pensando di scrivere qualcosa.
Visto che ho esaurito l’intelligenza e le capacità cognitive del giorno nell’inventare fantasiose imprecazioni ho deciso di lasciarmi andare e scrivere cazzate a gancio, così come mi venivano.
E mi sono venute egregiamente bene.
Una perfetta dimostrazione della mia capacità di essere Logorroica e Demenziale in qualunque occasione.

Ebbene. La motivazione per la quale ho scritto tutto ciò è che non c’è una motivazione. C’è una tastiera. C’è un computer. Le due cose unite a me generano questa reazione chimica.

Piccolo immotivato delirio semiautobiografico serale in Fa# minore maleficarum settima

(insomma, vi ho raccontato un pacchetto di cazzi miei. l’autobiografico ci sta troppo bene!!!)

Uncategorized Moriremo un domani

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Che cosa hai da perdere?
tutto ciò che hai è solo una manciata di polvere che ti seguirà alla fine del cammino.
il resto è una bella scatola d’oro che non ti serivrà.

Cosa hai da perdere?
Tutto ciò che hai costruito lo potresti rifare mille volte.

Non c’è nulla che valga davvero oltre a ciò che senti ora dentro di te.
Questo è il presente. E’ tutto ciò che hai.
E lo hai già perso in ogni istante che hai passato vivendo.

Prendi la vita come viene, morirai, e fino a quel momento avrai quella sola certezza.
Fino ad allora nulla ti sarà di appiglio.

Ama con la certezza di perdere chi ami.
Odia sapendo che non vincerai.
Lavora per qualcosa che sai di non poter ottenere.

Vivi sapendo di dover morire e tutto quanto non avrà più importanza.
Solo ciò che provi ora conta.
Solo lo slancio con cui vivi ora conta.

Finirai i tuoi ultimi respiri ricordando e chiedendoti come hai vissuto.
Ti chiederai “per che cosa ho vissuto”
E se tutto ciò che hai fatto lo hai fatto per passione ti risponderai
“ho vissuto per vivere ed ogni attimo l’ho sentito fino in fondo
ho sentito ogni dolore come una lama affondare nella carne
ed allo stesso modo
ogni gioia come un’ala dell’anima stagliata nel cielo
ma più di tutto
non ho sprecato i miei giorni per la vanità delle cose
non ho cercato un solido nulla a cui appigliarmi
ho solo vissuto tutto ciò che mi è venuto incontro
vivendolo per il gusto di vivere
ed ora posso andare
vivendo il distacco come ogni altra cosa avvenuta”

Cultura e Società Tra tre generazioni di donne in casa

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Piccola raccolta di botta e risposta tra me e le altre donne di famiglia…

I CAPELLI
Nonna M: Ma come te li sei fatti? sono tutti secchi e spettinati! Non sembri nemmeno una signorina…
Me: Sono decolorati nonna, e sono cotonati.
Nonna P: Sembri una di quei lì, i pank, quelli che si drogano, poi con sti capellacci lunghi mi sembri un negretto…
Me: No nonna, sono solo cotonati, non mi drogo e comunque il razzismo è finito da un pezzo.
Mamma: non sei più una bambina, dovresti iniziare ad andare dal parrucchiere tutte le settimane e farti un colore più portabile.
Me: ma cos’ha il mio rosa che non va bene????

LA DEPILAZIONE
Mamma: Dovresti andare da un’estetista a fare una bella ceretta.
Me: Lo sai che detesto gli estetisti, e sai che uso la lametta.
Nonna M: se non usi la crema depilatoria diventi poi tutta ispida come i maschi!
Me: Lo so nonna, ma se uso la crema depilatoria mi riempio di bolle…
Nonna P: ma cosa ti depili a fare, sei ancora troppo giovane, pensa ad altro.
Me: veramente ho 21 anni nonna…

LA BIRRA
Nonna M: la heiniken sa di piscio. Vuoi una Wurer?
Me: no grazie…
Nonna P: ma bevi la birra???? ma lo sai che ti fa male??? ma è alcolica!!! diventi alcolizzata!
Me: nonna una birra non è da alcolizzati…
Mamma: ma ti fa gonfiare, e poi ti vengono le pustole!
Me: e allora?

LE FOTO DEGLI AMICI
Mamma: Ma fumano gli spinelli? Però quello è carino… (indicando il più cesso…)
Me: mamma le canne non fanno male. e poi lo sai che anche io faccio un tiro ogni tanto.
Nonna M: che banda di drogati che frequenti, non ti fidare di nessuno!
Me: si nonna, certo…
Nonna P: Ma non sono mica persone per bene, sono mica di giù?
Me: cos’hai sempre contro quelli di giù?

IO IN JEANS ADERENTI E MAGLIETTA NORMALE
Mamma: sembri un maschio, la solita scappata di casa.
Me: devo solo andare al pub, non faccio una sfilata
Nonna M: quand’è che inizierai a vestirti da signorina???
Me: ma questi sono vestiti da signorina!!!
Nonna P: oh mi, sempre tutta scoperta!!!
Me: ma se sono pantaloni a vita alta!!!

IO CON UNA GONNA LUNGA AL GINOCCHIO
Nonna P: ma cosa ti metti la gonna??? usa i pantaloni che sono tanto più comodi!!!
Me: la metto solo una volta al mese!
Nonna M: come stai male!!! la gonna lunga ti fa le gambe brutte!
Me: e quella corta mi fa zoccola…
Mamma: sembri una suora
Me: … (allibita)

LE SIGARETTE
Mamma: ma perchè fumi, ti fa male! ti viene la pelle brutta!!!
Me: al limite un tumore…
Nonna P: è scon-ve-nien-te fumare per una signorina, almeno non fumare per strada che sembri una ragazzaccia!
Me: nonna se non fumo per strada dove fumo?
Nonna M: tu fumi strano (e mi offre una MS)
Me: no nonna, fumo lucky…

I RAGAZZI
Nonna P: lasciali perdere!
Me: cerrrrrrrrrrrto!
Nonna M: falli correre, devono strisciare ai tuoi piedi…
Me: magari…
Mamma: bacia bene? (riferito a qualunque ragazzo io nomini in casa)
Me: ma ti fai i cazzi tuoi???

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Cultura e Società Non fai per me…

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Se aspetti il sabato smandibolando per poter andare in discoteca, allora baby, non fai per me.
Se credi che il tuo paraurti debba rasare terra e sia più figo con un neon blu, allora baby, non fai per me.
Se in una donna cerchi una figa con tacchi a spillo e profumo alla moda, allora baby, non fai per me.
Se pensi che la marca delle tue mutande ti renda più figo, allora baby, non fai per me.
Se ti senti migliore quando bevi cocktail superalcolici dolciastri annacquati, allora baby, non fai per me.
Se ti credi uomo perchè hai attaccato rissa ad armi impari, allora baby, non fai per me.
Se nella tua autoradio metti imitazione di suoni sintetici volgarmente chiamati techno, allora baby, non fai per me.
Se dai della puttana alla ragazza che ha avuto la pietà di dartela l’altra sera, allora baby, non fai per me.
Se prendi per oro colato le parole o le idee di qualcun altro, allora baby, non fai per me.
Se ogni anno senti la necessità di allineare il tuo abbigliamento alla massa, allora baby, non fai per me.
Se ti piace fare sesso ma giudchi chi lo fa, allora baby, non fai per me.
Se hai paura di sembrare omosessuale, allora baby, non fai per me.
Se trovi noioso leggere un libro culturalmente superiore a Stephen King, allora baby, non fai per me.
Se cerchi una donna solo per colmare una lacuna esistenziale, allora baby, non fai per me.
Se ti tatui alla moda imitando un calciatore, allora baby, non fai per me.
Se ti fa schifo la puzza di fumo, allora baby, non fai per me.
Se supponi che la tua donna ti debba devozione e obbedienza, allora baby, non fai per me.
Se credi nel matrimonio religioso perchè non sposarsi in chiesa è sconveniente, allora baby, non fai per me.
Se sbavi dietro ad una minigonna giropassera e chiedi alla tua ragazza di coprirsi, allora baby, non fai per me.
Se pensi che il massimo nella vita sia una famiglia, uno stipendio fisso, una villetta a schiera e un talk show, allora baby, non fai per me.
Se supponi che la normalità sia univoca e giusta e disprezzi ciò che per la tua concezione è “anormale”, allora baby, non fai per me.
Se vivi con una maschera in faccia per farti vedere mgiliore, allora baby, non fai per me.
Se l’essere intellettualoide ti rende altezzoso, allora baby, non fai per me.
Se usi le tue debolezze come strumento di autocompassione, allora baby, non fai per me.

Se sei un tamarretto ignorante, se sei un paranoico religioso, se sei un finto rocker, se sei un drogato perbene, baby, per me sei solo un fallito.

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Musica Rock’n'Roll

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Stavo sfogliando un vecchio repertorio scivolato in terra dal marasma di spartiti che sovrasta la mia libreria.
E mi sono venute in mente tante cose…
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